Influenza 2018, 4 milioni di italiani a letto

Sono ben 4 mila gli italiani messi a letto dall’influenza 2018 in questo nuovo anno. Solo nelle prime due settimane di gennaio i numeri sono di 832 mila contagiati secondo le stime di Influnet. Ma come si può far fronte a questa ondata di virus, e soprattutto, perché i vaccini non hanno funzionato? Vediamo di fare chiarezza e dare qualche consiglio utile a chi si trova a letto con la febbre o a chi teme il contagio.

L’influenza 2018, come riconoscerla

Il virus dell’influenza del 2018 (in parte iniziata nel 2017) ha due fasi sostanziali di evoluzione. Durante la prima, che dura solo qualche giorno, si possono ravvisare sintomi acuti come febbre, tosse, dolori articolari e muscolari, senso di spossatezza, mal di testa, debolezza, mancanza di appetito. In alcuni casi si segnalano anche nausea e vomito. In questa prima fase la febbre può arrivare a toccare anche picchi molto elevati, in tal caso prendere un antipiretico e non abbassare la febbre di colpo.

Dopo questa prima fase si presenta una seconda fase in cui si ravvisano soprattutto forte tosse, secrezioni di catarro, dolori articolari, diarrea, vomiti, talvolta febbre, ma più bassa rispetto alla prima fase.

Cosa fare se si contrae l’influenza

Iniziamo subito col dire le cose da non fare: non prendere antibiotici se non sotto stretto consiglio medico. L’influenza, infatti, è una forma virale, l’antibiotico serve per le forme batteriche, quindi in caso di complicanze quali otiti, broncopolmoniti, polmoniti, ma sarà il medico curante a stabilirne l’effettiva necessità. Per combattere i sintomi dell’influenza, invece, occorre stare a riposo e al caldo, mangiare leggero e soprattutto bere molta acqua per idratarsi, specialmente in caso di episodi di diarrea e vomiti dove si perdono molti liquidi.

influenzaPer quanto riguarda i bambini, se sono in buona salute e non si tratta di neonati, in generale, non ci si dovrebbe preoccupare troppo, ovviamente monitorare la febbre e se elevata e abbassarla con gli antipiretici nel caso il bambino mostri segni di insofferenza. Ovviamente se sopraggiungono complicazioni quali otiti, tonsilliti, o si notano difficoltà respiratorie, portare subito il bambino dal pediatra.

Anche per gli anziani i consigli sono gli stessi, ma si può presentare il problema di un anziano allettato. In questo caso si può richiedere un’assistenza domiciliare a Roma, o a Milano, o in tutte le città che offrono questo servizio. Si può chiedere quindi la visita di un medico a domicilio ed eventualmente a questa seguiranno ulteriori accertamenti specialistici. A meno che non subentrino complicanze non sarà necessario richiedere il ricovero per l’anziano e si eviteranno estenuanti code al pronto soccorso.

Perché il vaccino per l’influenza non ha funzionato

Ormai è su tutti i giornali, il vaccino antinfluenzale 2018 non ha funzionato, non come avrebbe dovuto. Come mai? A quanto dichiarano gli esperti, nel vaccino trivalente messo in commercio questa stagione, mancava proprio il virus che maggiormente si è diffuso nel nostro Paese. Il virus in questione è il B Yamagata, incluso solo nel quadrivalente. Ma come mai i medici non hanno consigliato questa versione del vaccino e hanno lasciato che i pazienti si vaccinassero col trivalente?

Semplicemente perché non si possiede la sfera di cristallo. La scelta dei virus da “inserire” all’interno del vaccino antinfluenzale si fa mesi prima, se non anche un anno prima, della diffusione ipotizzata dell’epidemia. Ci si basa quindi su congetture, supposizioni, sebbene suffragate da stime attendibili. Delle volte però, i virus sono imprevedibili.