Cosa può dirci la nostra pelle sul nostro stato di salute?

La pelle è l’organo più esteso del corpo umano, con un’estensione media di 2 mq. Imparare a osservarla attentamente, cogliendo i cambiamenti, può fornire molte informazioni sullo stato di salute del corpo. Alimentazione, stress, esposizione al sole e persino carenza di alcune vitamine, i fattori che influenzano l’aspetto dell’epidermide sono davvero tanti, ed è importante interpretare i segnali che la pelle comunica. Il primo fattore che salta all’occhio è di sicuro il colorito. Roseo, pallido, giallastro o spento, ogni tonalità ha un significato ben preciso.

Se, ad esempio, nonostante ci si esponga con regolarità al sole, si nota un colorito più pallido del solito, è una circostanza da non sottovalutare. La causa sottostante potrebbe essere una carenza di ferro, che provoca uno squilibrio nella circolazione sanguigna. Sarà opportuno approfondire la situazione con esami del sangue dedicati, facendosi poi consigliare dal medico curante su un’eventuale dieta per integrare i nutrienti necessari a ripristinare i corretti valori di ferro nel sangue.

Un colorito pallido potrebbe anche essere indice di carenza di vitamina D. Fondamentalmente per la salute non solo della pelle, ma anche delle ossa e dei denti, questa vitamina viene sintetizzata dall’organismo quasi esclusivamente grazie all’azione dei raggi solari. Per fare il pieno di vitamina D in sicurezza basta esporsi al sole nelle prime ore del mattino, o dopo le 17, per non più di 30 minuti, con braccia e gambe scoperte. L’utilizzo di una protezione solare è sempre consigliato, anche se si prende il sole nelle ore più fresche della giornata. Vale la pena ricordare, inoltre, che i raggi UVA filtrano attraverso le nuvole, pertanto è buona norma applicare il filtro solare anche nelle giornate nuvolose.

Se da roseo il colorito inizia a virare sul giallastro, il cambiamento potrebbe essere spia di alcuni scompensi. Il primo a cui si pensa è l’ittero, uno squilibrio che coinvolge il fegato, ed è riconoscibile in quanto anche la sclera degli occhi – ovvero la parte bianca- acquisisce un tono giallognolo.

In questo caso, la soluzione migliore è rivolgersi al medico curante, che prescriverà gli accertamenti del caso.

Se, invece, il colorito giallo non interessa gli occhi, è possibile che nel corpo vi sia un eccesso di beta-carotene, una situazione clinicamente definita carotenemia.

Per quanto esteticamente possa creare disagi, si tratta di una situazione innocua, dovuta solo a un alto consumo di cibi ricchi di beta-carotene: zucche, patate dolci, e ovviamente carote. Un’alimentazione più varia ed equilibrata riporterà la pelle al suo colore naturale.

Da non sottovalutare le occhiaie persistenti.
Se non scompaiono neanche con qualche nottata di sonno ristoratore, potrebbero indicare bassi livelli di vitamina C, oppure una situazione generale di disidratazione della pelle. Non è necessario allarmarsi, basterà assumere più alimenti ricchi di vitamina C ai pasti, e ricordarsi di bere acqua durante la giornata, preferibilmente lontano dai pasti, per evitare il gonfiore.
La quantità ideale di acqua per una corretta idratazione è di 1 – 1,5 litri, distribuiti in piccole dosi di un bicchiere o due, nel corso della giornata.

Anche la pelle eccessivamente secca e irritata può dipendere da una manca idratazione, ma non solo.
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nell’aspetto della cute, ed è fondamentale inserire nella dieta alimenti ricchi di omega 3 e minerali, come il pesce, l’olio d’oliva e la frutta secca.
Da limitare invece il consumo di alcol, specialmente se si ha la tendenza a soffrire di pelle secca e prurito diffuso o localizzato.