Risultati referendum: le ragioni del Sì e del No

Il prossimo 4 dicembre gli italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio parere in merito alla riforma costituzionale proposta dal governo guidato dal Premier Matteo Renzi. Le polemiche, ovviamente, non sono mancate e tutte le forze politiche hanno preso una posizione a tale riguardo.

Il Partito Democratico, seppur dovendo fare i conti con alcuni dissidenti al proprio interno, sta portando avanti la campagna a favore del Sì, appoggiato da alcune forze centriste. Il fronte del No, invece, è decisamente più variegato.

Sia la destra di Matteo Salvini che la sinistra di Nichi Vendola ed il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo si sono dichiarati fortemente contrari alla riforma costituzionale.

I quesiti referendari

Per prima cosa, è fondamentale precisare che quello del prossimo 4 dicembre non è un referendum abrogativo ma consultivo e, dunque, non è necessario il raggiungimento del quorum. In buona sostanza, indipendentemente da quanti saranno gli elettori che si recheranno alle urne, la sera del 4 dicembre, a seguito della comunicazione dei risultati del referendum, verrà dichiarata la vittoria dell’una o dell’altra parte in causa. referendum: campagne elettorali a favore del Sì e del No

Il quesito referendario è composito e niente affatto scontato. Per poter fare ipotesi in merito ai risultati del referendum, però, è necessario analizzarlo nel dettaglio. In termini molto pratici, il tema principale della riforma riguarda il cosiddetto bicameralismo perfetto.

Nel caso in cui dovesse vincere il Sì, il processo legislativo verrebbe snellito notevolmente. Il Senato, dunque, diventerebbe un organo cosiddetto di raccordo con un ruolo prettamente rappresentativo. In caso di vittoria del No, invece, tutto resterebbe come adesso e, quindi, ogni legge continuerà a passare dalla Camera al Senato per l’approvazione.

Il Senato, poi, in caso di vittoria del Sì sarà formato solo da 100 individui scelti tra sindaci e consiglieri regionali.

La scelta sarà affidata al Presidente della Repubblica. Gli ex Presidenti della Repubblica, poi, continueranno ad essere Senatori a vita. Un altro nodo molto importante riguarda anche la ripartizione delle competenze tra Stato e regioni.

Se i risultati del referendum dovessero attestare la vittoria del Sì, verranno eliminate le cosiddette competenze concorrenti, lasciando spazio alle competenze esclusive. Scendendo più nel dettaglio, verrà formalmente eliminato l’ostacolo che, nella maggior parte dei casi, comporta un rimbalzo tra Stato e regioni di responsabilità.

Le ragioni del Sì e del No

Per il momento, è davvero molto difficile riuscire a fare ipotesi in merito ai risultati del referendum in questione.

I sondaggi parlano di una vittoria del No ma non è detto che siano attendibili. Tra l’altro, la valenza politica del referendum sta pesando notevolmente sulla scelta dei cittadini. Sono in molti, infatti, a legare l’esito del referendum al futuro del Governo Renzi. Chi, dunque, ha intenzione di delegittimare l’esecutivo pare essere intenzionato a votare No.

Coloro che, invece, ritengono che il Premier stia operando nell’esclusivo interesse della comunità sono orientati a votare Sì. Al netto di ciò, il Presidente del Consiglio ha chiarito che il risultato del referendum non avrà alcun genere di ripercussione sull’esecutivo e che, quindi, prima di recarsi alle urne è necessario approfondire con particolare scrupolosità i quesiti referendari senza fare della propria decisione una scelta esclusivamente politica o partitica.

Le campagne elettorali a favore del Sì e del No sono già iniziate ed in tutta Italia sono moltissimi i comitati a lavoro per spiegare i quesiti referendari e per chiarire sia le ragioni del Sì che quelle del No.