Tecniche rimozione tatuaggi

Negli ultimi anni i tatuaggi sono diventati estremamente diffusi, tanto che oggi come oggi è quasi raro trovare giovani (e anche meno giovani) che non ne possiedano almeno uno sul proprio corpo. Per alcuni, anzi, è una vera mania: non sono affatto poche, infatti, le persone che scelgono di ricoprire buona parte del loro corpo con numerosi tatuaggi anche piuttosto evidenti.
Si va dai simboli tribali alle scritte in caratteri orientali, passando per date importanti, citazioni, aforismi vari e, chiaramente, iniziali o nomi di persone amate, nonché disegni che in qualche modo evocano ricordi o passioni. Sono tantissime le opportunità che si hanno quando si decide di far apporre sul proprio corpo un qualcosa che rimanga per sempre… Ma è poi davvero per sempre?

SI PUO’ DECIDERE DI RIMUOVERE UN TATUAGGIO?

Si stima che, in Italia, i tatuati siano attualmente almeno 7 milioni, e che di questi circa un terzo, un po’ di tempo dopo essersi fatto fare un determinato tatuaggio, preferirebbe non averlo più. Sarà che i gusti cambiano e gli amori finiscono, sta di fatto che sono sempre più numerosi coloro che decidono di cancellare ciò che un po’ di tempo prima avevano invece tanto ardentemente scelto di far incidere sulla propria pelle.
Per fortuna, al giorno d’oggi avere un ripensamento di questo tipo è possibile: non si tratta certamente di una decisione da prendere troppo alla leggera, né ovviamente bisogna avere fretta. Si tratta di un qualcosa che, per essere ben fatto, richiede tempo e pazienza. Cosa essenziale, in ogni caso, è quella di rivolgersi sempre ad un centro di professionisti seri ed affidabili, in grado di valutare con attenzione il tipo di pelle da trattare, la zona in cui è posizionato il tatuaggio da rimuovere, la grandezza dello stesso ed anche le sue caratteristiche. Pensiamo al colore, ad esempio: sembrerà strano, ma il più facile da rimuovere è il nero. Sono invece difficilissimi da cancellare, se non quasi impossibili, i colori come il bianco ed il giallo. Inoltre, l’operazione di rimozione può risultare più complessa se sono presenti diversi colori, così come è di solito più difficoltosa se il tatuaggio è stato fatto di recente (il pigmento risulta ancora molto concentrato rispetto a quello di un tatuaggio più datato).
Sono tutti elementi, questi, che possono influire sulla scelta della migliore tecnica da adottare ed anche sul risultato finale, che resta comunque in parte soggettivo, proprio per i motivi sopra esposti.

TECNICHE PIU’ DIFFUSE PER RIMUOVERE UN TATUAGGIO

La tecnica che va per la maggiore da qualche tempo a questa parte è senz’altro quella che prevede l’uso del laser. Risulta essere di solito molto efficace e al tempo stesso sicura, perché salvaguarda più di altre l’integrità della pelle e limita notevolmente l’insorgere di eventuali problematiche.
Il laser in questione, quello più utilizzato per rimuovere i tattoo, si chiama Q-switched e garantisce ottimi risultati nella quasi totalità dei casi, anche quando ci si trova a dover trattare tatuaggi complessi, ad esempio con più colori. Il funzionamento di questo tipo di laser consiste, in sintesi, nell’emissione di impulsi molto forti che, in pochissimi istanti, sono in grado di distruggere le particelle di inchiostro, salvaguardando l’integrità delle cellule circostanti.
Il trattamento necessario per la rimozione di un tatuaggio non è immediato, nel senso che generalmente sono necessarie diverse sedute prima di giungere ad un risultato ottimale. Molto dipende dalle caratteristiche del tatuaggio stesso e, chiaramente, dall’epidermide del soggetto. Sembra che, ad esempio, i fumatori necessitino di più tempo per rimuovere completamente un tatuaggio: il fumo, infatti, ha un effetto particolare sulle cellule e le rende meno ricettive nei confronti del trattamento con il laser.
Questa tecnica ha il vantaggio di non lasciare quasi mai cicatrici, tuttavia è pur sempre un piccolo intervento e, come tale, deve essere effettuato con tutte le precauzioni del caso e con la consapevolezza che vi sia sempre una piccolissima percentuale di rischio che si presenti qualche effetto collaterale.
Esistono anche altre tecniche, come ad esempio la dermoabrasione, che consiste proprio nel “raschiare” lo strato superficiale della cute per rimuovere il tatuaggio. Si tratta però di una pratica sempre meno diffusa, in quanto molto più dolorosa e complessa nella fase successiva (molto probabile che restino cicatrici, ecc.)
Poi c’è la crioterapia, che prevede l’utilizzo di azoto liquido a temperature bassissime, oppure il peeling chimico, che consiste nell’applicare sulla pelle delle sostanze in grado di produrre la formazione di vesciche che, successivamente, provochino il distacco della cute: si tratta di un procedimento, anche in questo caso, ormai poco utilizzato perché può lasciare segni permanenti e causare comunque fastidiose infiammazioni ed irritazioni.